ADUNATA ALPINI: L'AQUILA SI PREPARA ALLA MAXI INVASIONE, TRA GIOIA E TIMORI

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L’AQUILA  - L’Aquila si prepara alla maxi invasione “di amicizia e allegria” degli alpini per l’Adunata nazionale del 15, 16 e 17 maggio, vivendo allo stesso tempo il timore che possano esserci intoppi nella gestione di una grande massa, che si aggira sulle 250 mila presenze.

Questa mattina i massimi esponenti delle penne nere e i rappresentanti del mondo della politica si sono ritrovati nella sede del Consiglio comunale del capoluogo abruzzese per la presentazione ufficiale dell’evento, che la città aspettava da tempo di poter vivere dopo il tentativo fallito dello scorso anno con la vittoria di Pordenone, scelta come sede della manifestazione.

È un entusiasmo bilaterale: quello della città, che aspetta di accogliere gli alpini, e quello delle stesse penne nere, che arriveranno a migliaia tra un mese. Si parla di 250 mila presenze, anche se non è facile dare numeri precisi: il presidente dal comitato organizzatore dell’Adunata, Luigi Cailotto, ha spiegato che in circa 20 mila hanno fatto richiesta di alloggi collettivi, ma almeno 2000 mila si sono organizzati autonomamente, in alberghi in tutta la regione e con camper e tende.

A presentare l’evento, oltre a Cailotto, c’erano Sebastiano Favero, presidente dell’associazione nazionale alpini, il generale Federico Bonato, comandante delle truppe alpine, Giovanni Natale presidente dell’Ana Sezione Abruzzi. Per la parte politica c’erano il presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio, l’assessore regionale Mario Mazzocca, il presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo e il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, gli assessori comunali Lelio De Santis e Maurizio Capri e il consigliere Giuliano Di Nicola, delegato per l'organizzazione dell'Adunata.
In platea, tra gli altri, anche il prefetto del capoluogo Francesco Alecci e la senatrice Stefania Pezzopane.


NUMERI E TIMORI

“Ci sarà un’invasione di allegria - ha esordito Cailotto - basti pensare che per i camper c’è stato un numero di richieste tre volte superiore a quello registrato per Pordenone. Speriamo solo che il tempo sia dalla nostra parte”.

Proprio per questo il rischio che la città si paralizzi è forte. A preoccupare è la domenica, giorno clou dell’adunata con la sfilata che partirà dalla zona della caserma Rossi, al Torrione, e arriverà al Motel Amiternum passando per il viale della Croce Rossa e poi per viale Corrado IV.

“Ho paura che la massa di alpini che verrà la domenica mattina da tutta la Regione possa creare un intasamento sulle vie d’accesso - ha sottolineato Cailotto - Se non siamo bravi a organizzare tutto per il meglio e con le dovute informazioni, rischiamo il caos”.

Il punto sulle infrastrutture invece, sembra non preoccupare: “I campi sono già attrezzati, l’esperienza per l’emergenza c’è già stata quindi si è preparati”.

Risolto anche il nodo dei fondi, che inizialmente tardavano ad arrivare. “Abbiamo tutto ciò che Comune, Provincia e Regione ci dovevano - ha detto ancora - E abbiamo anche l’aiuto degli sponsor. Siamo sul milione di euro, forse qualcosa in più, contenendo al massimo le spese”.


L’AQUILA GUARDA AL FUTURO CON GLI ALPINI

A presentare l’evento è stato anche un commosso Giovanni Natale, che ha spiegato che fare l’adunata nel capoluogo terremotato “sembrava una cosa impossibile, ma per gli alpini nulla lo è”.

“Il cuore che ho messo nel progetto è il cuore di tutti gli alpini che mi hanno aiutato. Questa sarà una delle più belle adunate nazionali mai fatte”, ha aggiunto con la voce rotta dall’emozione.

Quella di maggio sarà un’adunata caratterizzata dal forte messaggio legato al terremoto e alla ricostruzione. “Siamo qui per condividere questo momento con la città, in cui guardare al futuro con qualche speranza in più”, ha detto con forza il presidente nazionale Ana Favero.

Guardare avanti, camminare grazie agli alpini. Un messaggio che è stato “disegnato” da uno degli alunni delle scuole e scelto come simbolo dell’adunata: si chiama “alpiedino” ed è un cappello con tre medagli, e sotto due scarponi che camminano.

Il passato e il futuro. “Sarà un momento di amicizia in cui camminare insieme alla città”, ha aggiunto Favero.

Il generale Bonato è passato agli aspetti più concreti della manifestazione. Come l’organizzazione della Cittadella che verrà collocata al Forte spagnolo. All’interno della struttura verrà messa in mostra la storia degli alpini, con stand e aree tematiche da visitare e scoprire.

“Per me è un’adunata importante perché è la prima in cui rivesto il ruolo di comandante generale”, ha detto.
 
Per il sindaco “si tratta di un sogno che si avvera. Grazie al Comitato organizzatore si sono affrontate le difficoltà legate all’organizzazione di un evento del genere in una città che c’è solo in parte. Anche se ferita, L’Aquila accoglierà gli alpini come sognavamo e come meritano”.

“L’Italia intera vedrà come è stata organizzata bene l’adunata in questa bellissima città, con la comunità vogliosa di mostrare una città che rinasce”, ha infine aggiunto Di Pangrazio.